
Benvenuti nella Biblioteca IAK
Civiltà trasmessa – Buddhismo

La saggezza di Prajñā del buddhismo
Chi è il Buddha

Il fondatore del buddhismo, Shakyamuni, non proveniva da condizioni di emarginazione sociale, né il suo cammino spirituale nacque dalla povertà o dalla sofferenza materiale. Egli nacque nella nobiltà dell’antica India. Suo padre era un re locale ed egli stesso un principe ereditario, cresciuto in un contesto di sicurezza, prestigio e privilegio.
Questo dato storico è noto sin dalla diffusione del buddhismo in Cina oltre duemila anni fa e rappresenta un elemento essenziale per comprendere il significato della sua scelta.
Dal punto di vista della civiltà, Shakyamuni visse in un’epoca di profondi cambiamenti. L’India antica non disponeva di un forte potere centrale; il territorio era frammentato in numerosi regni e comunità tribali, in modo simile alla Cina del periodo delle Primavere e Autunni. Le strutture tradizionali continuavano a esistere, ma mostravano già i loro limiti nel rispondere alle domande fondamentali dell’esistenza umana.
Appartenente alla casta dei Kṣatriya, responsabile del potere politico e militare, Shakyamuni si trovava al centro dell’ordine costituito. Tutto lasciava presagire che avrebbe ereditato autorità, status e continuità.
Ciò che lo rende unico non è la sua origine, ma la sua scelta.
Non abbandonò il mondo per disillusione personale, bensì, proprio da una posizione di privilegio, sviluppò una profonda consapevolezza della condizione umana. Il suo risveglio nacque dalla comprensione universale della sofferenza e dell’impermanenza condivise da tutti gli esseri.
Rinunciando volontariamente al potere regale e all’identità sociale, Shakyamuni intraprese una via di liberazione non solo per sé, ma per tutti. La nascita del buddhismo rappresenta quindi una risposta civile e spirituale di grande portata alle crisi di senso dell’umanità.
Comprensione e pratica
Nella storia intellettuale del buddhismo è stato ripetutamente sottolineato che la comprensione non può basarsi esclusivamente sulla teoria, né la pratica può essere separata dagli insegnamenti fondamentali. I testi classici e i quadri dottrinali forniscono un orientamento essenziale, mentre la pratica vissuta rende possibile una reale comprensione di tali insegnamenti.
Il buddhismo non è quindi soltanto un sistema di idee, ma una disciplina fondata sulla realizzazione personale. Una comprensione autentica nasce dall’interazione reciproca tra studio e pratica. Solo attraverso una riflessione continua e una verifica nell’esperienza vissuta la saggezza buddhista può andare oltre il sapere concettuale e trasformarsi in una comprensione profonda della vita stessa.

